Cari fratelli e sorelle, commento la foto della Vergine messa in rete, e le trepidanti parole che l’accompagnano.
Parole appunto di immensa esaltazione di Maria, trasformata addirittuta in una specie di “deus ex machina” dell’ intera storia umana.
Il tutto è sicuramente molto poetico, è tradizionale, mieloso. La composizione della foto è anche un po’ artistica con tutte quelle faccette etiopiche. L’ insieme è ottimo per un bel sermone religioso, o persino per una novella.
Mentre personalmente avrei scelto altri esempi, reali e non mitologici, di donne eccellenti (c’ è solo l’ imbarazzo della scelta), mi prendo la libertà di ispirarmi a questa foto per esternare la mia perenne perplessità di fronte all’ identificazione della purezza con la verginità.
Sfortunatamente per noi, Sant’ Agostino secoli addietro sentenziò che il peccato originale (da lui bellamente inventato) si trasmette ai discendenti di Adamo ed Eva attraverso il sesso.
Queste due sinistre assurdità, cioè il peccato originale e la peccaminosa natura del sesso, entrambe frutto della fantasia quanto meno ossessiva – se non malata – del santo africano, ci son purtroppo costate carissime.
Infatti una grande civiltà come quella Greco-Romana, nella quale uomini e donne non avevano realmente molti problemi col proprio corpo e col sesso, si trovò a fare i conti con gli appiccicosi, puritani pruriti dell’ ebraismo, a tutt’oggi imperanti, nel loro aspetto sociale, sia fra gli ebrei conservatori che fra i mussulmani.
Di tale bigottismo l’ esempio migliore è forse dato dalla preghiera mattutina degli ebrei ultra-ortodossi (per intendersi, quelli che a Gerusalemme fan circolare le proprie mogli con il burka addosso). In tale preghiera, i pii ebrei ringraziano innanzi tutto il loro Dio per non averli creati femmine!
Perché nell’ Impero di Roma, se anche il senso della famiglia, soprattutto come nucleo sociale fondamentale, era molto forte, specie fra i Romani (pensate a Cornelia ed i suoi gemelli), in realtà dal Vallo Adriano nella terra degli Scoti alle sponde del Mara Arabico, cortigiane, etère e omosessuali non avevano veri problemi sociali, e la storia della civiltà Greco-Romana abbonda di esempi famosi, da Saffo all’ Imperatore Adriano, indicanti che la vita sessuale dei Greci e dei Romani era, a dir poco, ben disinvolta.
Nella camicia di forza del Cristianesimo, la società Greco-Romana fu presto condannata, grazie all’ insegnamento teologico dell’ inneffabile Agostino, a considerare il sesso come “peccaminoso veicolo di peccato”.
Le radici di tal bigottismo son antiche. Dice infatti la Bibbia che Adamo ed Eva, dopo aver peccato, si accorsero di essere nudi e si nascosero a Dio che, nella sua passeggiata serotina, li cercava per i sentieri del Paradiso Terrestre.
La frittata, fratelli e sorelle, era fatta! E non c’ è stato più scampo per noi, poveri discendenti.
Fra l’ altro ci resta tutt’ora totalmente ignota la vera ragione per cui Dio faccia pesare su di noi figli il peccato di Adamo ed Eva, quando in verità (come tutti sappiamo) è oggi indiscusso il fatto che la responsabilità è solo personale!
O no?
Beh, quante volte sentiamo dire chi ha subito violenza o soprusi vien spesso convinto dal suo persecutore di essere in colpa?
Quello del peccato originale è lo stesso identico caso: Il tuo illustre capostipite Adamo ha peccato? Quindi sei peccatore e colpevole!
Fratelli e sorelle, non è questo un disgustoso atto da parte del Dio biblico? Un gravissimo atto di gratuita violenza, oltretutto vigliaccamente perpetrato nei nostri confronti, facendoci arrivare nel mondo già marcati per una cosa che non abbiamo commesso (non esistevamo!), per di più facendoci partorire da un sesso che prima di tutto è, per definizione, veicolo di peccato?
Dove finisce l’ obbiettività, se già nasciamo automaticamente peccatori, e quindi destinati alla dannazione?
Tutto questo è l’ esatto equivalente del più bieco razzismo nazi-fascista: sei negro, sei ebreo? Sei automaticamente condannato.
Vi raccomando il Misericordioso ed il Compassionevole!
Fateci un pensierino sopra per favore, e vi renderete conto dell’ enormità dei beneamati principi agostiniani.
Ma andiamoci piano! La realtà è ben più complicata! La realtà è che ovviamente, nella testa del nostro Agostino di Tagaste, non c’ era al lavoro soltanto la parte sadico-maniacale bigotta (che era tanta!), c’ era anche e soprattutto la volontà di costruire una solida base alla missione della Chiesa.
Perchè se c’ è il peccato originale (cortesia dell’ Agostino stesso) che ha macchiato l’ umanità, e Cristo è la salvezza, la missione divina e salvifica della Chiesa, autoproclamatasi rappresentante del Messia, è indiscutibile.
Per cui, uomini e donne, convincetevi: siete peccatori dalla nascita, partoriti da un sesso che è veicolo di perdizione,
E per tornare al discorso iniziale, da qui scaturisce, ovviamente, che se il sesso è veicolo di peccato, la castità è la sola vera alternativa.
Ed è proprio in questa atmosfera che nel III e IV secolo venne sempre più esaltato il culto di Maria Vergine, Madre di Dio: simbolo di purezza e assieme di sacra maternità.
Due piccioni con una fava: esaltata in Maria la purezza data dalla verginità, ed esaltata la maternità.
Come mangiarsi la bistecca senza bisogno di scannare il bue.
E così ci han sistemato per le feste, dicono a Roma.
Nell’ esaltazione della verginità, si annidano però varie gravissime contraddizioni: Per esempio, è ovvio innanzi tutto che se non ci fosse il sesso noi non saremmo qui a discutere; in secondo luogo resta da spiegare come mai un Dio perfetto ci abbia creato facendo irrimediabilmente impura (e quindi sconsigliabile) una attività fisica, senza la quale, guarda caso, non esisterebbe l’ umanità da lui stesso voluta, ed andrebbe a catafascio tutta la favoletta del salvifico sacrificio divino.
Perché infatti, una volta convertita alla vera fede, la stirpe di Adamo si dedicherebbe alla castità, il reale ed unico rimedio all’ impurezza. E la castità, ineluttabilmente, estinguerebbe i protagonisti della storia.
L’ umanp dramma con la discesa finale del Cristo Salvatore svanirebbe, come un disegno pensato e mai materializzato.
Come terzo punto c’ è anche da menzionare che l’ attività sessuale è un’ attività fisica che proprio quello stesso Dio (bellamente contraddicendosi) ha celebrato ed incoraggiato quando nella Bibbia ha dettato: “Crescete e moltiplicatevi”.
Ce ne sarebbero altri di argomenti, ma penso che per ora bastino.
Un mio amico obbietta però che non si puô ritenere responsabile un’ intera Chiesa del bigottismo di Sant’ Agostino.
Pienamente d’ accordo, come la Chiesa non puô essere ritenuta responsabile delle scemenze di cui abbondano i lavori di tanti altri teologi e di tanti concilii ecumenici (pensate solo alla barzelletta dell’ infallibilità del Papa proclamata dal Vaticano I…).
Perô questa Chiesa invece di rinnovarsi una buona volta, e di ammettere che Sant’ Agostino avrebbe potuto far un ottimo uso di un moderno psichiatra, ha perpetuato l’ errore, accentuando sempre di più la questione del peccato originale, e del sesso come peccato e veicolo dl peccato.
Pensate alle conseguenze: pensate alla abbietta atmosfera che generazioni e generazioni di donne ed uomini han dovuto sopportare nella loro vita sessuale e sociale per colpa di questa agostiniana imbecillità, e capirete cosa intendevo quando dicevo che tutta questa faccenda ci è costata carissima!
Pensate alla discriminazione verso le donne, ai delitti d’ onore, alle cinture di castità, alle limitazioni nell’ educazione, nell’ eredità, nella vita pubblica, alla mostruosità delle mutilazioni genitali femminili, tutt’ ora diffuse in Africa…
Tante altre cose contenute nelle religioni hanno devastato i popoli, ma penso che si possa dare per certo che questa storia dell’ esaltazione della verginità ha un posto preminente fra le disgrazie umane, in particolare per i cristiani, i mussulmani e gli ebrei.
A parte il fatto che la favoletta della verginità di Maria è ancor piu assurda delle sinistre, psicotiche meditazioni di Sant’ Agostino.
Infatti, cari fratelli e sorelle, se leggete scoprirete intanto che il culto di Maria è nato tardi, probabilmente non prima del 250 dopo Cristo. Prima di allora era preminente un’ altra deità femminile, che poi è diventata lo Spirito Santo (che è di sesso maschile, almeno nelle concordanze grammaticali). Ma questo è un discorso a parte, ne parleremo forse un altro giorno.
Scoprirete anche, leggendo la storia, che resta da spiegare come mai alcune antiche religioni, ben più vecchie del Cristianesimo (si parla di almeno una decina di secoli) adorassero un Dio nato da una Vergine, e come mai oggi non si menzioni che Iside, la dea egiziana, famosa già mille e duecento prima di Cristo, era chiamata la “Madre di Dio”.
Ci son persino statue di Iside in cui la dea ci viene mostrata col bambino in braccio!
Nei primi tre secoli dopo Cristo, il culto di Iside era diffusissimo nell’ Impero Romano, con tante piccole edicole e tempietti lungo le strade consolari più importanti. Ad imitazione di ciò che gia si cominciava a fare con le cattedrali, che si costruirono utilizzando preesistenti edifici pagani, moltissimi di questi tempietti di Iside vennero riutilizzati dai cristiani, semplicemente rimpiazzandone le statue con quelle di Maria.
Alla fin fine, il culto era esattamente lo stesso.
Mi chiedo: non sarebbe ora che abbandonassimo queste favolette? La Vergine Maria è una invenzione pura e semplice. Cristo, come la maggioranza degli ebrei del tempo, faceva parte di una famiglia numerosa, aveva fratelli e sorelle. C’ è scritto chiaramente nei Vangeli, leggetevelo, è lì! Anche se la Chiesa ci dice che non è cosi, spiegandoci che gli Evangelisti, quei mattacchioni, han scritto “fratelli” e “sorelle”, ma in realtà intendevano dire parenti ed amici.
Non sarebbe ora che avessimo un po’ di rispetto per i fatti? Non sarebbe ora che ci riconciliassimo con il nostro intero corpo? Perché mai donne e uomini dovrebbero rinunciare al sesso?
E quante offese, discriminazioni, innuendi, sottintesi, o dirette e umilianti frasi le donne soffrono nel corso della loro vita?
Il culto parossistico di Maria Vergine rappresenta l’ epitome di questa tragica, vile, discriminativa, profondamente ingiusta situazione che le nostre sorelle debbono soffrire.
Perché questo mito assurdo della verginità è purtroppo diventato nei secoli un modello sociale per le donne, continuamente indicato loro come una nobile aspirazione, ampiamente incoraggiata (soprattutto dagli uomini, manco a dirlo incredibilmente protesi alla purezza ed alla devozione).
La deformazione paranoica e maniacale della società cristiana raggiunse uno dei suoi vertici nell’ epoca vittoriana, in cui la pudicizia imponeva addirittura la frigidità alle donne.
Perché certo, cari fratelli e sorelle, come si poteva anche solo pensare alla propria madre come a una vogliosa peccatrice? Le madri erano sublimi, erano sante, per carità il sesso lo avevano solo subìto, mai desiderato, che orrore, lo han accettato solo per il bene della famiglia! Per intenderci, qualcosa come cucinare, fare il bucato o pulire la casa.
Non lo ripete il prete in confessione? “Il sesso è per adempiere al comandamento di Dio di riprodursi! Altrimenti bisogna essere casti!”
Gli ultimi due Papi anteriori a Francesco han continuato a ripetercelo nei loro discorsi e nei loro viaggi. Benedetto lo ha persino dettato agli Africani come rimedio all’ AIDS, al posto del profilattico!
Da cui, tornando all’ epoca vittoriana, poi scaturì ovviamente l’ opinione che il piacere sessuale non era assolutamente appropriato per le donne per bene, e che quindi quelle di loro che erano restìe ad accettare questa demenziale ipocrisia, erano da considerarsi di facili costumi.
Son anziano abbastanza per ricordarmi riunioni di vecchi nelle osterie dove, ragazzino dodicenne, andavo a comprare il vino per la cena. Ascoltavo le discussioni sulle nuove generazioni, e in particolare sulle donne e le loro “scandalose” gonne, accorciate fino al ginocchio! Ricordo ancora le parole pronunciate dai vecchioni a bassa voce: “Perché le donne, tutte puttane sono!”
Se volete leggere una colorita e gustosissima descrizione del puritanismo cattolico sud Americano, leggetevi quello splendido libro che è “Cento anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez. È realmente impagabile.
Fratelli e sorelle, lasciamo stare la Vergine Maria, che riposi in pace, assieme a tutti gli altri idoli, ai miti, alle favole, ed alle tante sacre e solenni scemenze che offuscano le menti, e che purtroppo continuano a circolare, gelosamente protette e promosse, ormai da millenni, da chi ne ha fatto un potente strumento di potere e di sfruttamento, a cui non vuole rinunciare.
Una volta una mia amica, ascoltandomi su questo tema, mi ha detto: “E allora? Anche se tutto questo è vero, resta il fatto che di fronte a quattro pezzi di gesso rappresentanti Maria Vergine, i credenti piangono, si liberano dei pesi della loro coscienza, vengono consolati dalla preghiera”.
Certo, ciò è innegabile. Basta andare ad un qualsiasi pellegrinaggio! Scopriamo sì che son quasi tutti turisti, ma anche che fra loro non mancano alcuni sincerissimi credenti.
Come è innegabile, dico io, che ci sono stati per secoli e millenni (e ci sono anche oggi) tantissimi sinceri credenti che, spinti proprio da quella stessa fede religiosa
– han sterminato i Cristiani Nestoriani (San Clemente stesso scrisse che gli orrori di quelle stragi fra cristiani avevan “portato l’ inferno sulla terra”);
– hanno arrostito vivi migliaia di Indiani Americani per i loro culti sciamani;
– han reso un inferno la vita degli Indiani di Goa, Kerala etc, dove la Piissima e Santa Inquisizione portô la vera fede e tanto, tanto sangue (come I miei amici Indiani mi han tante volte raccontato), anche di innocenti bambini;
– durante 1500 anni hanno scatenato in tutto il mondo cristiano vergognosi progrom ed infinite, feroci, sistematiche persecuzioni degli ebrei.
In nome di Cristo, nostro Salvatore.
Ed ora in Afganistan, Pakistan, Iraq, Iran etc, e recentemente in Egitto, i sinceri credenti musulmani han fatto e fanno della loro fede la formula magica per la distruzione forsennata del vivere civile di milioni di uomini e donne, e per l’ inesorabile declino dell’ universo mussulmano.
L’ ultimo esempio degli effetti della potenza della fede religiosa (questa volta il motore è la Guerra fra Sunniti e Sciiti) lo ho ascoltato ieri alla BBC:
– oggi come oggi ci son più di otto milioni di profughi Siriani, di cui, contando anche i profughi “interni” alla Siria, quasi due milioni son bambini.
– La BBC ha intervistato una donna siriana, che ha raccontato di aver dovuto lasciare la propria casa, il proprio lavoro, la propria macchina, e dar l’ addio alle scuole dove studiavano I suoi figli, per trasferirsi in Giordania.
– Vive ora in un campo di profughi strapieno, dove per andare al cesso si fa un’ ora di fila, si sopravvive per la carità dell’ ONU, ed i bambini non hanno più una scuola, e non avranno più un futuro.
Tutto questo, ovviamente, in nome di Dio, il Misericordioso ed il Compassionevole!
State bene, fratelli e sorelle.