La voce del mare

Nel crepuscolo,

la luce

limpidissima

si veste d’azzurro.

Laggiù

oltre i monti

si accende

la gloria

del tramonto,

Aironi

falchi

gabbiani,

riempiono

l’aria di grida,

scivolando

lenti,

verso i loro rifugi.

La spiaggia s’abbruna,

l’ultima luce,

gioca per un attimo

sulle onde.

Un grido remoto,

inquieto

d’un gabbiano

sperduto,

intacca

per un attimo

il silenzio,

ormai diffuso.

Quieta,

misteriosa,

scende ora la sera.

Sinuose

appena visibili

ma già un po’ luminose

mormorano le onde

portando

al mio cuore ansioso

echi sommessi

del mare!

Come antiche grida,

da secoli

inascoltate,

di naviganti,

cui il mare

negò l’approdo!

Qui gettato da un caso

benevolo

Qui son cresciuto!

In questo posto

dove tutto

è perfetto!

Tutto

è un miracolo!

Quante volte

tutto questo è avvenuto?

Per secoli e millenni?

O milioni di anni?

Videro

questi uccelli

i primi di noi

lasciar la culla?

L’aria è ora fresca,

rabbrividisco un poco.

Lentamente,

anch’io,

intimorito

cerco

il mio rifugio,

lascio alla luna sorgente

le voci lontane,

le onde,

ormai luminose.

St. Catharines, 5 di Marzo 2024

© Emilio De Luigi

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