Una nota di chiarificazione su Francesco

Cari fratelli e sorelle:

Alcuni amici mi hanno fatto appunto per le mie osservazioni sulla Curia, la dottrina cattolica, le Scritture etc. Dicono che no, che io non capisco, non leggo bene, che cito le cose fuori del contesto, che considero solo le cose negative etc.

Io non discuto molto con i credenti, perché so già come va a finire, e come giudicano le obiezioni alle loro credenze.

Comunque vorrei invitarli, questi credenti, a considerare quanto segue:

Francesco, da quando è stato eletto, parla esclusivamente di solidarietà, di tolleranza, di “inclusione” (grande, grandissimo suo concetto, che abbraccia tutti noi sulla base della comune umanità), di difesa dell’ambiente, di giustizia sociale e di piena dignità del lavoro, di responsabili decisioni nel pianificare le “dimensioni” della propria famiglia, di tolleranza verso i gay, di altruismo. E Francesco non minaccia le pene dell’inferno a nessuno, mai mai mai! Parla piuttosto di atti che “non piacciono a Dio”. E tuona contro i governi che sono corrotti (prima di tutto il suo in Vaticano, dice) e lasciano languire i poveri, senza far nulla per loro. Che altro? Dichiara persino che gli ebrei non hanno bisogno di convertirsi per compartir il regno dei cieli!

Ora vi scrivo qui di seguito due delle tante mie citazioni che non son affatto piaciute ai miei amici credenti.

Son le seguenti:

A) Dall’Enciclopedia Cattolica, voce “infallibilità”:

“E’ bene enunciare dal principio le verità ecclesiali che si assume che siano stabilite, prima che si discuta la questione dell’ infallibilità. Si assume (cioè è dogma):

“Che Cristo ha fondato la Chiesa come una visibile e perfetta società;

che Egli ha voluto che essa fosse assolutamente universale, ed ha imposto a tutti gli uomini un obbligo solenne di appartenere realmente ad essa, a meno di essere scusati da ignoranza non maliziosa.”

B) Dall’ opera “De Regimine Judeorum ad Ducissam Brabantiae” di San Tommaso d’ Aquino (sul trattamento degli ebrei da parte dei principi cristiani, che avevano l’ obbligo di dar agli ebrei nulla piu’ del solo permesso di sopravvivere se potevano) “a causa del loro peccato essi sono soggetti a perpetua servitu’, le loro proprieta’ sono a disposizione del principe; solo egli non puo’ prender da loro tanto che essi sarebbero privi dei mezzi di sussistenza” citato nell’ opera “Aquinas: Selected Political Writings”, edizione A.P. d’ Entreve, 1948, pagina 84)

Vi faccio ora questa semplice domanda, cari credenti: Pensate sul serio che coloro che scrivono la Cattolica, ed il bene amato San Tommaso, possano essere messi insieme a Francesco? Credete davvero che, tranne l’abito talare (e fino ad un certo punto!) Francesco e quei signori da me sopra citati abbiano realmente qualche cosa da spartire?

State bene.

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