FRANCESCO L’ERETICO: Ovverosia il Nuovo Cattolicesimo

Negli ultimi 33 mesi, cioè dal 13 Marzo del 2013, in Italia come in molti altri paesi cattolici, sono stati stati tangibilmente preminenti nell’atmosfera religiosa, da un lato un grande entusiasmo ed anche un crescente ottimismo, e dall’altro un indubbio disagio, se non addirittura un vero e proprio allarme.

Tutto questo è al 100% opera di Papa Francesco.

Cominciamo dall’entusiasmo.

Con maestria unica, Francesco rese noto at Urbi et Orbi, con una sola parola, che le cose sarebbero cambiate, anzi che già lo erano.

Tale parola fu il suo fatidico e rivoluzionario ”Buonasera”, che distrusse in un attimo la solennità degli entusiasmi di rigore, che aveva per secoli caratterizzato la circostanza, sostituendola con un’ atmosfera più intima, quasi paesana.

Il “Buon Pranzo”, che chiuse le sue brevi parole di saluto ai fedeli, ed il suo bianco e semplice abito, fecero il resto.

Tutti o quasi i Romani che assistettero alla sua apparizione, quando lasciarono la piazza, sembrarono pervasi dalla sensazione di aver visto per la prima volta la storia in atto, e di esserne già entusiasti.

Un certo peso nel creare quella attitudine deve averlo avuto la sensazione di sollievo al constatare l’assenza, dalla elezione di Francesco, della solita pesante spocchia clericale.

Da lì in avanti con Francesco è stato un continuo susseguirsi di sorprese, ed è anche stato un periodo di rapidissimo aumento della pressione sanguigna di molti dei massimi rappresentanti della cupola Vaticana, che in pochissimi giorni apparve prima trasecolata e poi allarmatissima, sopraffatta dal flusso continuo delle incredibili dichiarazioni di Francesco: dal rifiuto di pronunciarsi sugli omosessuali (chi sono io per giudicare?), alla comunione ai divorziati, al suo solenne proclamare, dal pulpito più alto, at Urbi et Orbi, che la libertà religiosa è un diritto fondamentale dell’ uomo… Francesco è senza dubbio un fiume in piena!

La cupola Vaticana ha reagito male, ovviamente in panico, con un Padre Lombardi che disperato cercava di fronteggiare la situazione con i giornalisti, svilendo le scottanti dichiarazioni papali: “Non son dichiarazioni dal soglio di Pietro – disse innervosito a proposito della storia della comunione ai divorziati – sono espressioni estemporanee, fatte al telefono con i suoi parrocchiani, senza valore dottrinale alcuno!”.

A parte queste dichiarazioni, la situazione è comunque diventata veramente dura per il clero tradizionale, perché dopo l’ insediamento Francesco ha iniziato immediatamente lo smantellamento di secoli di comoda, sclerotica e compiacente burocrazia teocratica, tutta intenta nel bamboleggiarsi con la dottrina, i dogmi, le indulgenze, e tutta la serie di invenzioni fatte per far da schermo a quel che è stato il suo fondamentale obiettivo: la propria sopravvivenza.

Compiacenza puntualmente rimproverata da Francesco a vescovi e cardinali quando ha precisato che i sacerdoti non devono infastidire i fedeli con sermoni teologici e dottrinari, ma agire da buoni pastori, praticamente, terra terra, scendendo fra di loro.

Ma non pare che la cupola Vaticana, che è ora caduta in un tetro atteggiamento di disapprovazione ed anche, in certi aspetti, di ostilità (rinfacciata apertamente da Francesco ai cardinali riuniti!), abbia capito bene cosa fare. Il suo atteggiamento fra il rassegnato e l’ offeso ci dice che alla fine si è resa conto che, a parte un mal celato ostruzionismo, non ha (per ora) i mezzi per imbrigliare il suo formidabile ma sconcertante leader.

Comunque, con buona pace della Curia e dei suoi sostenitori (la Curia è la garanzia del secolare comodo andazzo che il Francesco intende eliminare), il profilo del Nuovo Cattolicesimo di Francesco è già molto ben tracciato, e può riassumersi come segue:

1) LA LIBERTÀ DI RELIGIONE: La solenne dichiarazione di Francesco implica molte cose, fra cui le piú importanti sono più o meno le seguenti:

– La chiesa non è più l’ agente esclusivo di Dio in terra.

– Quindi non esistono più gli “infedeli”, e neppure i famigerati “pagani”, e persino i riformisti (combattuti ferocemente come eretici per secoli) hanno il pieno diritto di restare sulle proprie posizioni. Letteralmente, tutte le strade di fede, se sincere, sono legittime.

– Persino i miscredenti incalliti come me hanno il pieno diritto di essere tali (infatti, se scegliersi la religione è un diritto fondamentale dell’ uomo, così lo è la decisione di rifiutare qualsiasi appartenenza religiosa). – Se quanto sopra non fosse vero, se la fede cattolica rimanesse la sola vera fede, si creerebbe l’ assurdità di un Dio intento a confondere gli esseri umani, dando loro la possibilità di scegliere la via che piace a loro, pur facendo di una di esse la sua preferita.

– Risulta perciò ora falso quanto scritto nell’ Enciclopedia Cattolica che Gesù ha creato, per tutta l’ umanità, l’ obbligo di riconoscere la Chiesa come la unica sua agenzia in terra, pena la dannazione eterna (una affermazione, questa, che anche prima di Francesco era considerata estremamente offensiva dalla società civile).

– Dato che la Chiesa con Francesco ha solennemente qualificato la libertà religiosa un diritto fondamentale dell’ uomo, è ora suo dovere garantire e proteggere tale diritto per coloro che han scelto di non essere cattolici.

– Quindi la Chiesa ha l’obbligo specifico di proteggere le minoranze religiose come vie alternative concesse dal Signore. Del resto Papa Giovanni XXIII, se ben ricordo, quando fu rappresentante apostolico nell’ Est dell’ Europa, credo in Bulgaria, dopo un terremoto che aveva distrutto una chiesa non cattolica prossima alla rappresentanza pontificia, partì subito con una schiera di parrocchiani, per dare una mano ai suoi vicini nella ricostruzione dell’ edificio.

2) LA RAMAZZA: Francesco senza esitazione ha affrontato a viso aperto le secolari magagne che affliggono la Chiesa, e nessuno ha osato fermarlo (fin’ ora). Ha quindi denunciato apertamente:

– La pedofilia: Per decenni questo cupo capitolo ecclesiastico è stato caratterizzato dalla lotta di Roma contro le innumeri denunce di preti pedofili, lotta basata sulla coercizione dei denuncianti al segreto (pena la scomunica), la totale indifferenza per le vittime, la tenacissima costante negazione dell’ esistenza del problema. Il suo culmine è stata la famosa lettera con cui Benedetto rifiutò l’ allontanamento dal sacerdozio (richiesto da ben due vescovi) di un tristemente famoso pedofilo. Francesco ha reagito a tutto questo denunciando la pedofilia come la lebbra della Chiesa, ed intervenendo pesantemente per dissipare l’ atmosfera di omertà che predominava su questo triste e vile aspetto del clero. Vescovi son stati rimossi, e anche se con risultati che molti considerano almeno per ora modesti, i preti criminali son stati esposti e rimossi.

– La corruzione: Forse, almeno recentemente, è la cosa più clamorosamente denunciata da Francesco, che e’ arrivato a rinfacciarla a capitalisti, borghesie e classi politiche, non dimenticando di mettersi in prima fila (anche noi abbiamo la corruzione in Vaticano, ha dichiarato a Bangui, nella Repubblica dell’ Africa Centrale, durante la sua visita pastorale di giorni addietro). Dose rincarata il 13 di Dicembre 2015 con l’ esortazione dall’alto della piazza San Pietro, a chi doveva intendere, di non “- chiedere tangenti”. – La ricchezza: Francesco non ha mancato di denunciare le grandi imprese per la caccia esclusiva del profitto, invitandole alla giustizia sociale. E come al solito, ha messo la Chiesa in prima linea, ripetendo che le cariche della Chiesa non devon venire accompagnate da privilegi e benefici, ma da più gravose responsabilità. Torna a proposito la difesa, in data 14 di Dicembre del 2015, del lavoro giovanile, di cui egli denuncia il quasi totale abbandono.

– L’ arroganza: Sin dall’inizio Francesco ha redarguito il sue esercito: siamo qui per aiutare, difendere i deboli, le donne, i bambini, i vecchi; e le missioni devono essere prima di tutto non per convertire, ma per comunicare i valori umani (il missionario deve far sentire al prossimo che il calore umano che sente nel petto è pienamente condiviso, perché la fede si offre, non si impone) e per assistere, assistere, assistere.

3) IL FUTURO

– Un primo passo coraggioso verso questa direzione umana universale è stata la dichiarazione di questi giorni che gli Ebrei non hanno bisogno di conversione per andare in Paradiso, in aperta e diretta contraddizione col suo predecessore Benedetto che aveva sostenuto il contrario, ed a conferma della decadenza del principio ,dell’ unica fede e dell’ unica agenzia divina sul pianeta.

– – Aspettiamo con impazienza la stessa dichiarazione per Musulmani, Buddisti, Jaini, Schintos, agnostici, indifferenti, etc.

A presto verra’, direi ovviamente, la dichiarazione di Francesco che, essendo Dio più di qualsiasi altra cosa Bontà e Perdono, la favola della dannazione eterna è, appunto, una favola calunniosa da dimenticare. Se non lo dirà apertamente, lo far’ intendere, come lo ha fatto intendere fin’ ora, mai minacciando il fuoco eterno a nessuno, piuttosto parlando di cose e fatti “che non piacciono a Dio”- .

Questo abbandono del supplizio eterno ha anche un’ altra importante ragione: con una società civile (di cui certo Francesco è una dei campioni più illustri), fatta di scrittori, politici, attivisti, sacerdoti di tutte le fedi, associazioni culturali e sociali, che hanno durante gli ultimi duecento e passa anni lottato per civilizzare un po’ ovunque, e soprattutto hanno, negli ultimi cento anni, gradualmente indotto moltissimi governi ad abolire la pena di morte; nonché, con l’ opinione pubblica sempre più diffusa che, anche per efferati delitti, l’ ergastolo è inumano ed inaccettabile; con tutto questo dicevo, il Dio che condanna i peccatori al fuoco eterno (pensate, per noi 30 anni di carcere son inumani!) appare decisamente un relitto di un passato feroce e disumano, totalmente inaccettabile, e che noi tutti desideriamo sorpassare e dimenticare.

– Francesco dovrà quindi presto chiuder le porte dell’inferno (finalmente!), e “Caron dimonio” verrà mandato, con i suoi occhi di bragia, a godersi, dopo millenni, il meritato riposo.

– La Chiesa di Francesco è proprio ciò che Benedetto negava, cioè è come un “ospedale di prima linea” (così l’ ha chiamata), che accoglie tutti, e si batte per la protezione di tutti. Perché tutti sono nostri fratelli, e noi come fratelli dobbiamo trattarli (famose in contrasto le parole di Benedetto: La Chiesa non è una ONG).

– Quindi i Siriani in fuga dalla guerra, sono in realta’ fratelli e sorelle che vengono dalla Siria, e come fratelli e sorelle vanno accolti.

– E l’ Anno Santo è già stato proclamato l’ Anno della Misericordia Divina. Su questo aspetto Francesco batte e ribatte in continuazione, al punto che la faccenda della indulgenza per i peccati passa in seconda linea, e ciò che prevale è un nuovo concetto della divinità, di cui il papa vuole che l’ Anno Santo sia un veicolo, per percepirla e farne tesoro.

– Cioè Francesco vuole che tutti, indistintamente tutti, abbiano la percezione diretta di un Dio completamente diverso dal Dio di Abramo: un Dio fatto non soprattutto, ma esclusivamente, di amore e di compassione vero tutti gli esseri umani.

– L’ audacia eretica di Francesco di finalmente liberare il concetto di Dio dal sinistro, ripugnante ed moralmente offensivo profilo di tiranno da temere, capace di sterminare interi popoli, ed assediato, se non addirittura ossessionato, dal desiderio di ricevere il continuo omaggio e le preghiere delle sue creature, già ha fatto del suo papato, letteralmente, la più bella cosa che sia mai capitata alla Chiesa di Roma in duemila anni di storia.

– E non mi si dica che questa è una illazione ingiustificata! Provate a chiedere ai non cristiani, chiedete a loro come percepiscono Francesco, se lo percepiscono come il rappresentante della Chiesa di Roma, o come un vero leader dell’ umanità! Gia’ si vedono in Italia associazioni miste di Cristiani e Musulmani che seguono, di presenza, le prediche di Francesco.

– Aspettiamo pertanto con impazienza che, da un momento all’altro, Francesco proclami che le Porte Sante son tali per tutti! Perché sia ben chiaro a tutti che l’unico requisito che dobbiamo avere, è di essere semplicemente quel che siamo: degli esseri umani.

– In quel momento, Francesco sarà il primo leader religioso veramente universale.

State bene.

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