Vi intrattengo un poco su un argomento che ho già discusso altre volte.
I miei amici sud americani, quasi tutti cattolici, mi chiamano un ”bicho raro”.
Forse perché io mi tengo ben alla larga da chiese e celebrazioni, anche se ciò mi dispiace, perché son fra i pochi luoghi o eventi comunitari dove si incontrano parecchi italiani.
Il mio disertare chiese e celebrazioni religiose è blasfemia per i devoti, che vedono il sacro ed il divino ovunque, credono ciecamente nella teologia e nella liturgia, anche la più dozzinale che troppo spesso sconfina nella superstizione, e considerano i laici negativamente.
Ciò che personalmente mi disturba è il fatto che in una libera società come la Canadese, dove viviamo tutti, credenti e laici, godendo della preziosa, condivisa libertà, spesso i devoti ed in particolare i cattolici non son certo simpatetici verso chi è laico.
Il che è riprovevole, perché i credenti possono esercitare indisturbati le loro fedi nella società solo ed in quanto la nostra società è laica.
Detto crudamente, sputano nel piatto in cui mangiano.
Il mio laicismo è, nei migliori dei casi, tollerato con molta perplessità.
Io però di regola evito di discutere, soprattutto perché non ho molto successo nello spiegare la mia posizione laica. Mi sembra che una mente che giudica in base ad una dimensione religiosa non afferri bene l concetto di laicità.
Il fatto è che il credente non si rende conto che la sua visione della realtà, e la mia visione della realtà, sono completamente diverse.
La realtà del credente è costruita sia su elementi contenuti in libri religiosi attribuiti direttamente o indirettamente ad una deità (Parola del Signore), sia su teologie e liturgie create attraverso i secoli sulla base di tali libri.
La realtà del laico è invece costruita sulla scienza moderna sperimentale, i cui principi metodologici sono esclusivamente basati sullo studio di eventi fenomenici, o dati, razionalmente raccolti e verificati sperimentalmente.
Il mondo del credente è solidamente basato su verità assolute rivelate, e opera verso scopi dettati da profeti e teologi.
Nel mondo del laico al contrario si parla di fenomeni, di metodologie razionalmente costruite per rilevare correttamente tali fenomeni, verificarli sperimentalmente, ed inquadrarli in teorie. Non esistono verità nella realtà laica, solo teorie, spiegazioni.
La parola verità non ha alcun significato nel mondo laico, ha senso solo in filosofia.
Quindi quando il credente giudica i laici, che spesso chiama infedeli, atei, miscredenti etc., sta usando criteri del suo mondo che non si applicano alla realtà costruita sulla scienza sperimentale.
Perciò i termini che usano i credenti per indicare i laici come me, sono impropri. C’è chi mi chiama ateo, infedele, non credente, miscredente, materialista etc. Non ha senso!
Quindi, ripeto, il credente non si rende conto che questi termini possono applicarsi solo nel suo mondo, non si possono applicare questi concetti fuori di una realtà costruita su principi religiosi.
Infatti solo nell’ambito della realtà “religiosa” si può parlare di ateismo, fede in questo o quel santo, o profeta, di verità rivelate etc.. ma non nella realtà costruita sulla scienza. Non esistono atomi o molecole o rocce atee o infedeli!
Fatemi usare una assurdità per capire quel che voglio dire: immaginate per un attimo una persona che volesse usare i pesi per misurare le distanze e dicesse: da qui a Parigi ci sono 3000 tonnellate!
Ecco, questa è la situazione.
State bene amici.