Il Bel Paese ha appena cambiato profilo politico, ed è un po’ un terremoto. Però occorre accettare il fatto che se abbiamo cambiato almeno parzialmente la classe politica, è perché il vecchio ordine non è stato capace di avviare a soluzione i nostri problemi.
La contestazione più forte viene dalle cosiddette Sinistre, che da Berlusconi in avanti hanno governato. E c’ è da meravigliarsi di quanto suoni come vuoto farneticare ciò che scrivono. Parlano addirittura di tornare alle basi comuniste, dinosauri come Bersani, D’Alema, etc. discutono di creare una alternativa da offrire agli Italiani! Hanno tenuto il potere per anni e anni, cosa hanno fatto? Sono in malafede, certo, pensano ovviamente alle poltrone perdute, ma c’ è da riflettere, questa gente non solo ignorava i problemi, ma si illudeva di potere continuare ad ignorarli! E c’ erano i segni di questo scollamento dalla realtà: Grillo è stato sempre considerato un matto, D’Alema rideva di lui, diceva “L’ anno prossimo è andato!” Letteralmente si ha L’ impressione di ascoltare degli alienati mentali!
Questo non significa che Di Maio e Salvini abbiano la formula magica! Non dimentichiamoci che contro di loro lavorano soprattutto le omertà profonde che han trasformato la burocrazia Italiana in un enorme fattore di arretratezza. Questa immensa remora al progresso non si elimina in un baleno. Soprattutto perché sa difendersi bene, sia grazie ai sindacati che alla legislazione che ha saputo creare in tanti anni.
Il settore privato guarda altrove, fuori d’ Italia e spesso fuori d’ Europa. E non son le industrie pubbliche che risolveranno i problemi di occupazione e sviluppo, è il privato che è capace, ma purtroppo è sempre meno interessato! I nostri problemi riflettono tre generazioni di malgoverno, chi deve risanare L’ Italia deve fare piani a lungo termine.
E dobbiamo convincerci che il caos, che ci distrugge, purtroppo a livello individuale fa tanto comodo! I migranti son un grosso problema, è inutile negarlo, ma il vero problema siamo noi stessi, noi Italiani, nutriti di illusioni, fieri di glorie che appartengono a chi secoli addietro ha creato la grande tradizione culturale e scientifica dal 1300 al 1600! Noi, specie in campo artistico, non sappiamo nemmeno difenderle bene!
Dobbiamo smettere di mentire a noi stessi! Non siamo un faro di civiltà, siamo gente confusa che non ammette che deve cambiare!
Ci vorranno anni!
Solo in una Italia dinamica i nostri figli smetteranno di cercare fuori della penisola!
Quanto segue lo avevo scritto ieri. È risaltato fuori, abbiate pazienza, ci sono limiti a quello che un vecchio bacucco può fare in Facebook o con il suo telefono!
Circa l’ uso (e non uso) dell’ Italiano, vale ricordare quattro cose:
– l’ Italiano è una lingua creata dai letterati, non dal popolo. Non ha nessuna radice territoriale, come hanno invece altre lingue come il russo o l’ arabo o il tedesco.
– Le decine di milioni di Italiani che emigrarono lo fecero molto prima della diffusione della radio e della TV, non conoscevano l’ italiano, quindi parlavano i dialetti. Cosa nota a chi vive all’ estero, io stesso con i vecchi italiani se parlo italiano mi sento rispondere in inglese, temono di parlare il loro dialetto italianizzato. Quindi fuori d’ Italia la nostra lingua ha poca diffusione.
– L’ italiano è conosciuto fuori d’ Italia principalmente da europei colti, e spesso più come lingua letteraria.
– l’ interscambio fra cultura italiana e altre culture europee è sempre stato limitato perché dal 1500-1600 in avanti la genialità italiana è stata mortificata dal prevalere della oppressione religiosa. Quindi l’ Italia per secoli non ha apportato dopo tale data un contributo rilevante filosofico o scientifico. Da qui il limite alla diffusione dell’ italiano. Ha agito per secoli anche l’ irrilevanza economica dell’ Italia. penisola!